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Pro Adria Forum 1^ Conferenza Internazionale LE POLITICHE PER LA COOPERAZIONE E LA SICUREZZA NELL’AREA ADRIATICA Campobasso 17-18 Gennaio 2011

L’Area  Adriatica  e’ un ambito al quale afferiscono Paesi  che hanno una storia variegata, un’assetto sociale ed economico diversificato. Le differenze e i gap rispetto agli standards   internazionali  di  alcuni di questi Paesi  (che sono ancora   in via di  una  difficile transizione)  fanno si che, azioni puntuali   di   diretto supporto  per  innescare  processi  di cooperazione economica   e di sviluppo e di adeguamento dei processi  di  lotta alla  criminalita’ organizzata  ed alla crescita del livello di sicurezza nelle relazioni fra  Stati  e  nelle societa’   civili, non offrono  risultati

attesi se collegati agli impegni   finanziari  sostenuti. L’autore sostiene  che  le misure dirette di  lotta alla criminalita’ ed alla implementazione  di strumenti sulla sicurezza nell’area vada  almeno accompagnata, se non preceduta,  da un’ azione di  puntuale  cooperazione sia nel settore culturale  che scientifico  ed universitario. Cio’per puntare alla creazione di un movimento culturale che  aiuti  il superamento della necessita’ di adeguamento del livello della cooperazione economica e della introduzione di processi di controllo delle attivita’ illegali per aumentare il grado di sicurezza  della convivenza  effettiva democrazia nelle societa’.Approfondisce con la presentazione e di alcuni dati, relativi alla  propria esperienza vissuta in Albania, dal 2001 al 2008 nel ruolo di Addetto Scientifico presso l’Ambasciata italiana a Tirana, non  mancando di  delineare  anche elementi di carattere generale sulla cooperazione culturale e scientifica nella intera Area. dati  e l’evoluzione  della societa’ albanese  confermerebbero  Le  opzioni  iniziali  della relazione.


1-Premessa
Mi sia concesso innanzi tutto esprimere il mio piu’ sincero ringraziamento al Presidente della  Regione Molise On.le Michele Iorio  per avermi concesso l’onore di entrare a far parte del Comitato Scientifico di Pro-Adria  ed la Presidente di questo Comitato Scientifico  S.E. Rosario Priore per avermi dato la possibilita’ di poter essere annoverato fra gli speakers di questo importantissimo evento.
Nel salutare tutti i presenti e  con particolare  affetto tutte le delegazioni  straniere oggi qui presenti  voglio esprimere un vero grazie alla Dott.ssa Giuditta Lembo Consigliere per le Pari opportunita’ della Regione Molise per il livello di ospitalità, di alta efficienza organizzativa e per  la  calda accoglienza che abbiamo ricevuto durante questo evento.
La mia piu’ che  una vera e propria presentazione/relazione e’ una testimonianza   seppure importante  (ma sempre una testimonianza )di uno che ha vissuto per ben 8 ann(dal 2001- al 2009)i in terra d’Albania da una finestra di osservazione privilegiata come quella di Addetto Scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Tirana.

2-Il quadro di   Riferimento Generale.
Nella fase attuale assistiamo ad un indebolimento del ruolo guida dell’Unione Europea  che vede metter in discussione  in alcuni circoli dell’alta finanza  la stessa esistenza dell’EURO. Sarebbe  un evento catastrofico che riporterebbe tutto il continente indietro  di oltre 100 anni   con lo scatenamento  delle divisioni fra i popoli e le varie etnie con l’ implosione del’intera società’  dopo una tendenza crescente  del’azione di coesione sociale e di rafforzamento dei diritti   e delle condizioni umane. L’idea delle macro regioni  nasce proprio con l’esigenza di stabilizzare  le condizioni  di sviluppo e convivenza pacifica di aree anche multietniche come  e’ sen’altro la Regione Adriatica o Adriatica-Jonica-
E’ a  tutti evidente  che nell’area Adriatica e nei Balcani assistiamo ad un trend  di crescita quantitativa elevato di fronte al quale lo sviluppo soprattutto della qualità’ della vita segna indici contraddittori  soprattutto per la troppo diffusa corruzione  e la presenza significativa della criminalità’ organizzata che come ci ha ricordata questa mattina il Dott. Francesco Mandoi  ha assunto ormai la veste sofisticata di Mafia di Servizio.
Per offrire un orizzonte di speranza verso una societa’ civile piu’ democratica, piu’ partecipata, piu’ eguale , piu’ libera e’ basilare introdurre  delle corrette politiche  che devono pulire la polvere sporca   di questa negativita’ ed ad altissimo rischio soprattutto per le future generazioni.
Come e’  stao detto da molti degli illustri relatori che mi hanno preceduto ieri e questa mattina le azioni possono essere di tipo  preventivo o di  intervento diretto .
Sia per il primo che per il secondo non otterremo nessun  serio risultato di contrasto e lotta alla criminalità se non creiamo una “cultura”  ed una vera cooperazione  e politiche di sicurezza  nell’area  ed in tutta  Europa.Senza la condivisione e la diffusione  di una forma mentale di comportamento della   societa’  per l’opposizione al crimine  noi non  raggiungeremo nessuna politica di coesione che e’ il pilastro della stessa Politica Europea.

3-L’esperienza di 8 anni di di  coinvolgimento come Addetto per  la Cooperazione Universitaria, Scientifica e Tecnologica presso l’Ambasciata d’Italia a Tirana
Nei primi due o tre qanni che sono arrivato a Tirana si registrava  dall’Albania verso l’Italia (con i gommoni) una emigrazione clandestina di circa 8000 persone che nel 2005-2006 sono scese praticamente a zero. Nel 2001  noi avevamo indicazioni di non recarci in molti locali della citta’ che venivano dati come luogo di ritrovo della criminalita’ albanese e balcanica.Rispetto ad allora la situazione e’ fortemente cambiata  in meglio anche grazie allo sforzo che la UE ma soprattutto il nostro  Paese con la presenza di esperti della Guardia di Finanza , di un Reparto Interforze  e della Delegazione  Italiana Esperti (DIE) che negli ultimi asnni e’ stata guidata da S.E. il generale Aldo Piccotti oggi presente qui con noi  ma l’assetto della societa’ albanese  e   dei balacani e’ ancora lontano dagli standards di vera democrazia , liberta’ e partecipazione delle democrazie della  UE.
Per questo l’Ambasciata d’Italia ha inteso offrire  un sostegno anche nella preparazione di una nuova classe dirigenti e  un supporto diffuso a tutti quei giovani che hanno inteso recarsi in Italia per studi universitari e post Universitari.

4-La strategia del supporto alla formazione universitaria e post universitaria  dei giovani albanesi
Fin dal primo momento della mia attivita’ programmatica si e’ inteso affermare che il  futuro dell’Albania poggia sull’affermazione di un Programma di Sviluppo a carattere  fortemente  Integrato e Sostenibile.
A  questa strategia e’ stato data concreta  applicazione.Dal 2002 al 2009 con la realizzazione di piu’  di 120 Iniziative Sientifiche (conferenze , seminari, workshop, etc) che hanno avuto un rilevante impatto sulla societa’ e sui media .
Queste Iniziative promosse  dall’Ambasciata Italiana hanno avutola caratterizzazione  con un unico  logo: “Sviluppo Sostenibile per l’Albania”.Il successo di partecipazione e di contenuti delle manifestazioni stanno  a testimoniare  la coerenza di questa affermazione.
Si sottolinea che integrato ha significato e significa puntare alla  messa in campo di sinergie  che, superato  l’approccio settoriale e monotematico, spesso dato  ai processi e azioni di sostegno allo sviluppo  anche dal “Sistema Italia”, si caratterizzino  per  un approccio innovativo  che possa offrire   risultati  efficaci ed efficienti.
Integrare significa    tentare la via  di un modello che faccia crescere tutti i comparti della realtà’ economica albanese,  dando risalto e massima  opportunità di creare valore  aggiunto alle realtà locali che,  per la loro specificità  e   tipicità , possono, se correttamente guidate,trasformarsi da  elementi di debolezza in punti di forza  del processo di  ammordernamento socio-economico e quindi di maggior orientamento verso una società  piu’ pacifica  e più’ rispettosa dei valori universali e degli standards di vita internazionali.
Lo sviluppo endogeno piu’ che esogeno e  di tipo bottom-up , piuttosto che  top-down, hanno cercato  di caratterizzare  questo approccio che ovviamente  la scienza e la innovazione tecnologica devono saper  affiancare.
Sostenibile  significa  collegare lo sviluppo  non solo sotto  un profilo di utopica  conservazione ambientalistica   ma in un ottica di equita’  intra ed intergenerazionale  e sotto almeno i tre aspetti cardine: economico(adeguamento dei redditi);
-sociale(adeguamento della qualita’ della vita);
-ambientale(conservazione produttiva e durevole  delle risorse naturali).
La formazione di capitale umano , lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione tecnologica sono state le opzioni irrinunciabili che si e’ cercato di mettere in campo.Tutto cio’ si e’  cercato di realizzarlo  limitando il piu’ possibile  correre il rischio di introdurre meccanismi  di rottura con il passato e la attuale struttura e gerarchizzazione  dei valori sociali  che tuttavia segnano,  ancora , questa critica  ed aspra fase di transizione del Paese  ed anche della prevalenza del’Area Adriatica e Jonica.
Si e’ cercato di accompagnare, per quanto di competenza e possibile dal punto di vista budgetario, l’introduzione   di  una innovazione tecnologica “sweet” ,poco impattante sia dal punto di vista economico che sociale  oltre che ambientale  onde non procurare l’alterazione troppo repentina  della scala dei valori e pertanto  a basso livello di “risk management”.
In questo senso  la stessa formazione del capitale umano ha cercato di   agevolare l’acquisizione   da parte dei soggetti sociali albanesi di una  flessibile  capacita’ di adattamento al nuovo , con la  creazione di una sempre piu’ radicata autocoscienza dei mutati valori che  si innestano quando una societa’ aggancia i processi  di modernizzazione.

4-I caratteri delle azioni strategiche
Le azioni  strategiche   hanno inteso rappresentare  un momento di stimolo continuo e  di catalizzazione  dell’intera societa’ albanese ,soprattutto per  il mondo giovanile  ad alta scolarizzazione e  in via di ingresso nel mondo del lavoro,per  una concreta accelerazione  del processo di superamento della attuale fase di transizione.
In questo ambito, il Sistema Italia ha sempre ricercato anche con le azioni di altri Paesi e con quelle della Delegazione Europea una coerente concertazione  , ampia,frequente,trasparente e di penetrante  visibilita’,con  un dosaggio moderno,del contatto con i mass-media.
Cio’ allo scopo di attivare e realizzare  gradualmente il posizionamento della scienza come elemento che unisce ,strumento di pace e solidarieta’, attraverso  l’uso di  innovazione tecnologica sempre piu’ user friendly e sempre piu’ in grado di velocizzare i servizi  ma anche i meccanismi di controllo e di  intellingence per la lotta al crimine organizzato.
Tutte le iniziative sono state ancorate alle linee guida ai Programmi  di piu’ ampio respiro della Unione Europea che va verso la costruzione di una casa comune  della ricerca e della scienza .Si e’ cercato di   coinvolgere, in questa più’ ampia progettualità, tutte le potenzialità  albanesi onde costituire,  dei settori della formazione,scientifico e tecnologico, la punta avanzata dell’acquis communitaire ed un punto di riferimento solido per l’ingresso di tutti i Paesi dei Balcani Occidentali nella Unione Europea.
Si e’ cercato dio dare stimolo alla rivitalizzazione di una societa’ scientifica nella quale le Universita’ tornino ad essere Universitas  che segnino l’avvio di un  Processo per un Nuovo Rinascimento  che deve riguardare  l’Albania ed i Balcani  ma anche tutta la Societa’ Mondiale.
Cio per poter dare  ,alle  moltitudini di giovani di oggi  ,segnali concreti  di speranza per un mondo piu’ credibile,piu’ libero ,piu’ equo, piu’ vivibile.
Per costruire le premesse reali del superamento  della prigione sistemica del  del lavoro che domina sul tempo libero. Per costruire una societa’ piu’ felice e piu’ dolce.
In questo senso la scienza e la cultura devono poter agevolare  l’abbattimento degli  ostacoli che hanno  spesso imprigionato e  oscurato  i valori delle antiche societa’ ancestrali: farli riemergere non con un  approccio  museale  ma con quello della rehabilitation e del rediscovering Una scienza  e diffusa   cultura che premi l’avere ma anche l’essere.L’Universita’ e i centri di ricerca  dovranno avere una crescita  che li caratterizzi sempre piu’ come finestra  della coscienza  e dello spirito di analisi e della capacita’ di  autonoma capacita’ di  decision making dell’intera societa’ della nazione albanese  e dell’area Balcanica .
In questo  quadro lo stesso sistema italiano ha cercato   di trovare  momenti di stimolo per il suo continuo necessario ammodernamento  e crescita della competitivita’ ed appetibilita’ sul piano internazionale.

5-Gli strumenti
Gli strumenti fondamentali che sono stati utilizzati   sono rappresentati : dal Protocollo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica, dal Protocollo   di Cooperazione Economica ,Industriale e Tecnica, dal Protocollo  di Cooperazione allo Sviluppo, dal Protocollo di Cooperazione Culturale,dai Programmi e dai capitoli di spesa della DGPCC,dei Programmi del MIUR, dai Programmi delle  Istituzioni di ricerca Italiana e della  rete Universitaria Italiana,dai Programmi della Unione Europea(in primis, Interreg III,Cards,Cadses ,Tempus e VI e VII Programma  di R&S  )da sinergie  possibili con azioni degli Enti Locali e Privati italiani.Importanti   azioni potranno eventualmente essere attivate   all’interno della legge 212/94 ,84/2001  e della  iniziativa Adriatico-Jonica in particolare con il Programma Uniadrion.
Il vasto Programma di diffusione della lingua italiana a livello scolastico ed universitario in Albania, costituisce inoltre un altro pilastro  ottimale  per l’innesco di sinergie  reali   con l’ azione strategica.Di grande interesse saranno anche le attivita’  della  Cooperazione  Decentrata che  e’ ormai una massa critica rilevante   e trainante la stessa  Cooperazione Scientifica,Universitaria e Tecnologica.

6-Alcuni   dei risultati ottenuti
In questo quadro sono stati organizzati alcuni corsi di laurea  con rilascio di titoli congiunti  per l’Italia e l’Albania.
E’ ancora attivo un Master dell’Universita’ di Teramo inerente  il contrasto  e la lotta alla criminalita’ organizzata nel settore economico e finanziario  che ha rilascito titoli anche ad alcuni   docenti albanesi che oggi sono qui come relatori.
Il numero degli studenti albanesi che oggi frequentano  le Universita’ italiane ammontanto  intorno a 13.000
Dal 1992 al 2009 sono piu’ di 60000  gli studenti albanesi che si sono recati in Italia per studi universitari  
Il Presidente attuale della Repubblica, il Presidente del Parlamento ed il Ministro dell’Integrazione  hanno acquisito in Italia titoli Post-Laurea.
Dal 2001 al 2009 io ho potuto supportare piu’ di 1500 laureati albanesi per compiere studi post-universitari in Italia.

Credo che si possa dire che abbiamo contribuito a creare un gruppo critico positivo che aiuta l’Albania ,come ha citato  lo stesso Dott.  Francesco Mandoi  , e’ ormai piu’ veloce dell’Italia nel retificare accordi operativi   per la lotta alla criminalita’
Ma tutto questo tuttavia non basta

7-Conclusioni
E’ necessario  dare maggiore forza a questa azione e spingere verso il rafforzamento della cooperazione  nel campo della   educazione scientifica e nel training  specialmente nel sensibile settore della lotta alla  criminalita’  organizzata ed alla affermazione della sicurezza  con l’uso di strumenti ed Istituzioni che sono gia’ operanti  nell’area  come la CEI(Central Europe Initiative, l’Iniziativa Adriatico-Jonica, Il Programma ART  GOLD2 Albania)
Quest’ultimo  proprio la scorsa settimana il 13 e 14 gennaio u.s. ha organizzato un meeting dal titolo:
«Integrazione Europea,Conoscenza,Innovazione e Governance Democratica per lo Sviluppo.Il ruolo strategico della Cooperazione decentrata nell’Economia, Ambiente, Servizi e Capacity Building”
E’ pertanto indispensabile rafforzare il ruolo delle Istituzioni Locali  per un Maggior Botto-Up, piu’ cultura  ed attiva partecipazione dei cittadini.
Per ottenere questi risultati e’ neecssario  puntare a dare maggiore sinergia alle reti territoriali  efficacia ed efficienza , piu’ visione innovative nei Programmi di Cooperazione Transnazionale.
E’ fondamentale  porre al centro di questa azione il ruolo del capitale umano , creare del capitale umano forte ed in grado di rigettare I vari feonomeni sociali regressive verso invece un vero sviluppo umano piu’ ugualitario, piu’ condiviso, piu’ sostenibile  in relazione alle aspettative delle nuove generazioni dell’Area Adriatica –Jonica.In questo senso molto importante e’ ora il ruolo dei fondi IPA.Un corretto uso degli stessi ci puo’ permettere  di arrivare all’obiattive di costruire un Corridoio VIII della Cooperazione Universitaria, Culturale e Scientifica.Un Corridoio VIII ed una Macro-Regione Adriatica per la creazione e valorizzazione delle risorse umane
Per questo formulo la proposta  per creare un movimento dei giovani che suppporti la strategia del multiculturalismo e la lotta al crimine organizzato.
Penso alla realizzazione  di una Summer School alla quale potranno partecipare ogni anno giovani laureati e giovani ricercatori  di tutte le nazioni e le Regioni dell’Area Adriatica  e durante la quale si affrontino problemi di analisi , di scelta ed   operative per la convivenza pacifica fra le varie etnie e la comune volontà  del contrasto  alla corruzione ed al crimine per l’affermazione di una Macro-Regione della vera democrazia.
L’Ambasciata d’Italia a Tirana nello scorso anno ha organizzato  una stagione di grandi eventi  dal titolo:”Italia-Albania:Due Popoli, Un Mare , Un’Amicizia”.Questo messaggio possiamo adattarlo alla Macro Regione  Adriatica  con il motto ”Piu’ Popoli: un Mare , Un ‘Amicizia, Solidarieta’, Uguaglianza, Sviluppo, Sicurezza”
Il nostro Presidente Napolitano nel messaggio di fine anno 2010 ha affermato:”è possibile un impegno comune senza precedenti per fronteggiare le sfide e cogliere le opportunità di questo grande tornante storico. Siamo tutti chiamati a far fronte ancora alla sfida della pace, sempre messa a dura prova da persistenti e ricorrenti conflitti e da cieche trame terroristiche: della pace e della sicurezza collettiva, che esigono tra l'altro una nuova assunzione di responsabilità nella Comunità Internazionale da parte delle grandi potenze emergenti. Siamo chiamati a cogliere le opportunità di un processo di globalizzazione tuttora ambiguo nelle sue ricadute sul terreno dei diritti democratici e delle diversità culturali, ed estremamente impegnativo per continenti e paesi - l'Europa, l'Italia - che tendono a perdere terreno nell'intensità e qualità dello sviluppo".La forza di questo richiamo, mi auguro, possa valere anche per le prospettive dell’Area Adriatica
Senza retorica mi sia permesso concludere "voi che mi ascoltate e leggerete  non siate semplici spettatori, perché la politica ed il governo del territorio   siete anche voi, in quanto potete animarla e rinnovarla con le vostre sollecitazioni e i vostri comportamenti, partendo dalle situazioni che concretamente vivete, dai problemi che vi premono, come cittadini, come genitori , come studenti, come colleghi".
Grazie per la cortese attenzione!







 
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