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Intervista

1) Lei parla di “inesorabile regresso negli ultimi dieci anni” dell’ateneo di Perugia: cosa non è stato fatto in particolare e dove?
Il regresso e’ misurato a mio giudizio proprio dall’elenco   di aspetti negativi che ho evidenziato nel mio intervento. Per sottolinearne ancora uno  appare evidente che e’ mancata una azione valida per migliorare l’attrattività dell’Ateneo  verso gli  studenti a livello locale, nazionale ed internazionale. Il culmine di questa assenza si e verificato con la gestione del VII Centenario  avvenuta senza un impatto adeguato sulla citta’ ed il contesto nazionale ed internazionale.

2) Lei dice alla classe dirigente dell’università di fare un passo indietro, a chi si riferisce in particolare?
Il mio non e’ un attacco a nessuno; e’ una considerazione certo  forte ma solo di metodo. La riforma Gelmini e’ una occasione  irripetibile  durante la quale si può cercare di rilanciare il sistema universitario italiano e l’Ateneo di Perugia .


Per raggiungere  questo obiettivo  chi ha avuto responsabilità di gestione (diversi  per  molti   e/o troppi anni ) deve dare  la possibilità di affrontare una elaborazione libera da ogni condizionamento.Io penso come tanti altri  al bene della mia Università  per la quale  e’ giunto il momento di dare spazio a piani e programmi operativi  fuori  da opzioni tendenti a mantenere solo posizioni di potere. Ho detto che mi asterro’ da polemiche personali che non mi interessano. Per questo non ho assolutamente nomi da fare. Tuttavia anche questo problema racchiude la necessita’ di  atteggiamenti etici all’altezza del momento.


3)        Alcune facoltà sono state lasciate sole, come quella di Agraria: cosa non è stato fatto?
La Facolta’  alla quale mi onoro di appartenere   non e’ stata supportata adeguatamente in una fase di delicato passaggio  dagli scenari locali a quelli internazionali e globalizzati, da un tradizionale modello di ruralita’ ad una innovativa ed avanzata. Oggi nel mondo 1 Miliardo di persone soffrono la fame ; cio’ significa che di agronomi , di esperti che operino per superare questa grande questione sul mercato del lavoro internazionale ce n’e’ bisogno.
La presenza di una azienda come quella della Fondazione Agraria doveva essere l’occasione per creare un grande Centro Internazionale di Formazione ed Informazione per tutti i Paesi che hanno esigenze di migliorare la propria agricoltura locale. Questo avrebbe sicuramente garantito una visibilità straordinaria  e un afflusso del  numero di studenti  verso Perugia sicuramente significativo.

4) “I tatticismi di sindacabile potere hanno preso il posto delle strategie di ampio respiro”. Un esempio?
Ce ne sono  diversi ma uno  in particolare visto che me lo chiede si e’ verificato. E’ la questione del decentramento  delle sedi. Ad una  fase di espansione  con creazione di una Sede in ogni citta’ importante dell’Umbria , senza le dovute valutazioni di bilancio e di opportunità’ scientifica, ne e’ seguita un’altra che ha portato al  tentativo di abbandono   del  Corso di Laurea in Turismo ad Assisi che per ora e’ stato salvato per i capelli. Assisi e’ una citta’ di visibilita’ eccezionale  a livello internazionale proprio per il movimento turistico che genera.  E’ semplicemente sciocco pertanto non accrescere per contro la validita’ del Corso di Laurea  stesso.

5) Parla anche di messaggi dal tono quasi intimidatorio (nel terz’ultimo capoverso dalla fine del suo intervento): in quale circostanza?
In termini generali la Relazione al Bilancio di previsione 2011-2012 io la leggo come un messaggio  intimidatorio. Ma anche qui, Le chiedo scusa, ma non  voglio “avviare un  dibattito” che per me deve essere franco ma sui contenuti ed evitare di scivolare invece  in minuzie senza respiro.

6) La fine del suo intervento fa pensare a una disponibilità alla candidatura di rettore: è così?
Ogni cosa a suo tempo. Ora ritengo che l’impegno di tutti  debba essere quello   di cercare  di dare una spallata ad un recente passato non entusiasmante verso una ricollocazione dell’Ateneo al ruolo  di motore di sviluppo della città  e della  Regione e momento di attrazione di giovani da ogni parte del mondo.
Quando sarà il momento di parlare di elezioni del Rettore , l’ho gia’ detto, con le idee che ho espresso, senza illusioni , ma con la forza della convinzione  di portare  una  doverosa civile testimonianza per il bene comune,  ci saro’  anche io.



 

 
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